ASSOCIAZIONE “GORLA DOMANI”. CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E INTERPRETAZIONE

PERCORSO N. 1.

GORLA “RIVIERASCA”

Via Tofane - Via Bertelli – Parco Martesana

 

Naviglio Martesana

I traffici sul Martesana, realizzato fra il 1457 ed il 1463, si muovevano, prima dell’ingresso nella cinta daziaria milanese, lungo l’asta della Conca della Cassina de’ Pom e delle due darsene di Greco e Crescenzago. Gorla era racchiusa tra Greco e Crescenzago. Fra i nuovi mestieri praticati emergevano quelli delle lavanderie, delle officine meccaniche, delle fonderie, delle distillerie di liquori, delle tintorie e segherie. La loro attività era suggerita dalla dipendenza del borgo dalla grande città che esigeva nuovi spazi periferici e, soprattutto, dall’uso dell’acqua per gli impianti produttivi.

Arcate ferroviarie di Greco

Da un punto di vista urbanistico, a cavallo degli anni 1930’, Gorla risentì dei nuovi problemi causati dal tracciato delle vie ferrate ordinarie che sovrapassavano con massicci viadotti ad arcate il naviglio ed i borghi di Turro, Greco e Gorla.

Via Tofane

E’ questo uno dei tratti inconfondibili della Gorla rivierasca, insieme a Via Bertelli; la Gorla delle casere di formaggi, delle abitazioni dei mestieranti fra cui i fabbricanti di scope, i fiaccherai, i cocchieri.

Villa Batthjianji – Finzi

La villa si trovava in via Prospero Finzi 8 sulla strada comunale per Greco (oggi via S. Erlembardo 4). Nel 1793 veniva indicata come “Casa da nobile”; nel 1814 come “nuovo fabbricato” intestato al Conte Giuseppe Batthjianji (1827), figlio del fu Signor Conte Teodoro d’Ungheria, originario di Buda (Ungheria). La villa a forma di “T” aveva il lato più corto rivolto verso il Naviglio Martesana; al proprio interno era conservato qualche bel soffitto d'epoca.

I “Boschetti”

Questa località è passata alla storia come “I Boschetti”. Il Ristorante “Il Boschetto” vi aveva la propria sede, allietata dagli alberi dimorati sulle rive del naviglio. Qui convenivano avventori del ristorante, residenti e non per gustare i piaceri della tavola seduti all’ombra degli alberi.

Viale Monza

Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia Gorla era un “paese ormai di poco meno di 1000 anime, attraversato dal Naviglio Martesana, e dal maestoso stradale Regio che da Milano fa capo alla villa sovrana di Monza”. Lo stradone, in realtà, finì per eclissare le trame urbanistiche della Gorla Rivierasca divisa a metà dal Ponte obliquo della stradone regio (viale Monza).

Il Ponte di Viale Monza

Nella stampa che ritrae il Ponte obliquo, abbellito da bugnati, s’intravvede, sullo sfondo, la torretta della Casa dei ciliegi di via Bertelli.

Viale Monza

A dividere urbanisticamente Gorla dal resto della città, oltre al naviglio, era il nuovo “Maestoso Stradale Regio”per Monza, un lungo rettifilo che sostituiva l'antica Strada Austriaca della "Postale Veneta". Fu un’innovazione urbanistica dettata dalle nuove esigenze di espansione della città verso nord che aveva, nel Rondò di Loreto, il punto d’inizio e nella Villa Arciducale di Monza Reale, il punto terminale. La "Strada Militare per Monza e Lecco", tracciata su progetto dell'ingegnere Donegani nel 1825, fu abbellita per la circostanza da quattro filari di platani che facevano da ornamento e pareti divisorie dello stradone centrale, riservato al movimento delle carrozze, e di due viali interni riservati ai pedoni.

Circolo di Unità famigliare (già Cooperativa sociale)

Fra tutte le iniziative sociali che ebbero vita a Gorla vanno menzionate sicuramente: il Circolo Martesana, la Canottieri Gorla-Martesana, il Circolo ricreativo di Unità famigliare (il futuro “Teatro Zelig”) di viale Monza 140.

Casa dei Ciliegi

Un grosso ciliegio all’interno del vecchio edificio conventuale dei Padri Minimi dava il nome alla Casa dei ciliegi, testimonianza della Gorla Rivierasca.

Villa Groppallo-Pertusati

Il Casino, ristrutturato recentemente, era la vecchia casa da nobile e edificio rurale dei Gropallo-Pertusati. Le case con giardini e orto assicuravano a Gorla il sostegno della ruralità. Fra queste la Cascina di Erba Marchese (via Finzi), l’abitazione di Felber Dr. Carlo (Piazza Comunale), l’abitazione di Morosini (via Tofane); la Casa Monastero con giardino, “giazzera”, orto ed osteria del Convento dei Padri Minimi (alzaia Ponte Vecchio), la Casa Gropallo-Pertusati (via Tofane), la casa di villeggiatura Mendel Lonati ed altri livellari (alzaia Ponte Vecchio). Si trattava di edifici in linea con gli assi viari ottocenteschi. Di queste abitazioni, ora quasi tutte demolite, sono rimasti solo gli accatastamenti del “Catasto Teresiano (1760), del “Nuovo Catastino” (1827) e del Catasto di Gorla (1855).

Ponte vecchio

Il Ponte vecchio di Gorla, ridenominato Ponte dei Piccoli Martiri, è una preziosa testimonianza di ponte a schiena d’asino, con sponde in ceppo. Costituiva l’unico punto di attraversamento del borgo di Gorla lungo la direttrice Precotto-Turro.

Municipio

Gorla, istituito in Comune autonomo fra il 1781 e il 1873, assunse nel 1920 la denominazione di “Gorla Primo” e come tale fu definitivamente incluso nel 1923 nell’orbita dell’amministrazione milanese dopo una breve esperienza di autonomia municipale con Turro Milanese e Precotto, dal 1873 al 1923. L’edificio, attualmente riconvertito in villa privata, era il cuore civico di Gorla Primo e come tale rimase fino al 14 Dicembre 1923 allorquando fu inglobato, insieme agli altri Comuni dei Corpi Santi, nel Comune di Milano. Al proprio interno si estende un discreto parco che s’affaccia sul naviglio.

Villa Singer

Accanto al vecchio municipio sorge la Villa Singer di Cesare Singer, una palazzina di quattro piani e diciassette vani costruita nel 1906 nelle adiacenze (oggi, via Pozzi 4) del vecchio municipio di via Bezzecca.

Piazza dei Piccoli Martiri

È la Piazza dei Piccoli Martiri di Gorla. La presenza imponente del monumento, eretto ad opera dello scultore Remo Brioschi alla memoria dei 184 alunni e 14 maestri deceduti sotto i bombardamenti del 20 Ottobre 1944, ricorda la vecchia Scuola Elementare “Francesco Crispi” andata distrutta nel bombardamento.

“Cassine da Gorla”

Le “Cassine da Gorla”, citate negli “Statuti delle acque e delle strade del Contado di Milano” del 1346, non costituivano un “locho”, termine che era riservato solo ai luoghi agricoli di una certa importanza come il “locho da Grego” ed il “locho da Precogio con le cassine”, bensì semplici agglomerati rurali di cui rimangono tracce nei muri in mattoni che racchiudono la Santella di Via Asiago (ora ristorante). Un grosso di complesso di “Cassine” si estendeva alle sue spalle. Erano citate come “Cassine da Gorla” sulla “strata da Dergano, strata da Niguarda, strata da Monza, e strata da Vimarcate”… fuori di Porta Comasina “.

Società Canottieri Martesana

La Società Canottieri Martesana non aveva una vera e propria sede, ma disponeva di un accesso all’acqua a ridosso del Ponte vecchio. Il Ponte Vecchio era il punto di riferimento dei canoisti e di quanti si volevano cimentare nel grande tuffo dal ponte nelle basse acque del naviglio.

Torretta di Villa Angelica

La torretta di Villa Angelica sopravvive al tempo e all’abbandono. Faceva parte, un tempo, della Villa Angelica (andata distrutta). Da sempre rappresentava, insieme alla grande torretta cuspidata della villa un punto di riferimento importante di Gorla. Recentemente è stata ristrutturata da privati.

Rive “arborate” (oggi, orti urbani)

Le “rive arborate” (rive alberate) comparivano sulle carte del cessato catasto; per decenni rappresentarono delle mete di svaghi con giardini e orto assicurando a Gorla un volto rurale a ridosso della città. Oggi, gli orti urbani riprendono quella tradizione.

Cavo Taverna

Nei pressi della Cascina Quadri si staccava una bocca di alimentazione del Cavo Taverna. Nella camera di misurazione dell’acqua, con la scala di metratura in trabucchi, si immergevano nei giorni di calura i giovani gorlesi. La vasca venne soprannominata “Il Bagnin”.

Cascina Quadri (già torrefazione e Caffè Haus)

La “Fabbrica di Cioccolato Lombardi e Macchi” trasferì nel 1864 il reparto della cioccolata a Gorla, nella vecchia Cascina Quadri. La fabbrica deliziava, a memoria d’uomo, l’area con il profumo della sua torrefazione. L’edificio è stato ristrutturato recentemente.

Parco Martesana

Il Parco Martesana è stato istituito nel 1978: 20 ettari a cavallo del naviglio. L'area, destinata a verde pubblico (Piano Regolatore Generale del 1953), comprendeva le prime acquisizioni d'area da parte dell'Amministrazione Comunale negli anni '70 in contemporanea con la costruzione di 140 alloggi del quartiere I.A.C.P.M. di via Stamira d'Ancona (a completamento di un insediamento preesistente) e di altri 140 alloggi della Cooperativa di via Alghero. Al posto delle vecchie abitazioni rivierasche e dei campi sorgono ora le nuove residenze caratterizzate dalla serialità delle proprie strutture come i nuovi Quartieri di edilizia economica popolare di via Biumi (1953), di via Stamira d'Ancona (1951), il Quartiere I.A.C.P. "Martesana" (1978).

Teatro all’aperto

Il progetto, che prevedeva anche la realizzazione di una darsena e di un teatro all'aperto, decollò solo dopo i lavori di sgombero iniziati nel 1982, ma si fermò subito dopo con la messa a coltura di 1000 alberi, la semina del prato (1983) e la realizzazione dell’anfiteatro all'aperto.

Ponte pedonale

Il ponte pedonale, realizzato solo recentemente, permette di superare il naviglio e raggiungere il Parco Martesana.

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Informazioni, rielaborazioni, testi…tratti da:

- Cesare Cantù, Grande Illustrazione del Lombardo Veneto. Milano 1857
- Nuova Mappa del Comune di Gorla e Precotto" (1900) dell'Ufficio Tecnico Comunale, alla scala 1:2000. Civiche Raccolte d’Arte Bertarelli. Milano. Castello Sforzesco.
- Supplemento a “Gorla Dentro”, Ottobre 1971, Periodico indipendente a cura del Gruppo d’opinione di Gorla.
- Città con suoj Borghi e Corpi Santi di Milano. 1781. Costituzione della Comunità dei Corpi Santi. Archivio di Stato di Milano.
- “Statuti delle Strade e delle Acque del Contado di Milano”, redatti nel 1346. Archivio di Stato di Milano.
- Otto Cima, Nel Centenario della Ditta Lombardi e Macchi, Milano, 1823 -1923, Tipografia Pizzi E Pizio.

 

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